Parco del Golfo della Quassa: un Polmone Verde nel Varesotto

Scopri il tranquillo percorso nel verde del Parco del Golfo della Quassa. Un luogo dove trascorrere in estrema serenità la tua primavera sul Lago Maggiore.
Parco del Golfo della Quassa tra Lago e Sole <a href=\\\"https://www.google.com/maps/contrib/111591435130684631396"> Luca Crugnola </a>
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Scopri il tranquillo percorso nel verde del Parco del Golfo della Quassa. Un luogo dove trascorrere in estrema serenità la tua primavera sul Lago Maggiore.

Introduzione al Parco del Golfo della Quassa

Il Parco del Golfo della Quassa a Ispra, in provincia di Varese, è un luogo sereno adagiato sulle rive del lago Maggiore dove l'estrema bellezza naturale fa da sfondo all'intera area, regalando emozioni magiche da vivere appieno. Si tratta di un parco che s'innesta tra il territorio di Ispra e di Ranco, cosi da essere considerato un collegamento tra i due piccoli paesi lombardi. Nella stagione primaverile, sono moltissime le persone e i turisti che si concedono una passeggiata nel verde di questo meraviglioso luogo. Il parco ospita flora e fauna tipica del lago Maggiore e permette a tutti i passanti momenti di pace e di ricreazione. Generalmente, grazie al percorso ciclabile che connette Ispra e Ranco, sono molti gli appassionati di bicicletta che decidono di attraversare l'intera area in bici. Tutti i tipi di visitatori, in questo parco, possono condurre diverse esperienze. Il Parco del Golfo della Quassa è un vero e proprio polmone verde nel territorio del Varesotto, è un punto di riferimento per tutte le persone che desiderano fare passeggiate all'interno di una zona completamente naturale. Infine, tutto il parco è arricchito da elementi storici e tradizionali che rendono questo luogo un sito culturale di grande eccellenza.

Le meraviglie geologiche di Quassa

Il Parco del Golfo della Quassa presenta caratteristiche geologiche uniche, come i massi erratici lasciati dalle glaciazioni quaternarie. Di estrema importanza è il Monumento Naturale del Sasso Cavallaccio. Si tratta di un monumento naturale regionale ubicato sul lago Maggiore nel territorio comunale di Ranco (VA). E' considerata un'area protetta anche a livello legislativo (con D.G.R. 38949 del 22 maggio 1984). In sostanza si tutela il Sasso Cavallaccio o Cavallazzo (Sass Cavalàsc in dialetto locale), un colossale masso erratico il quale si erge a poca distanza dalla riva sulle acque basse e paludose del golfo della Quassa. La zona descritta è ubicata in prossimità del confine tra il Comune di Ranco e il Comune di Ispra. E' doveroso segnalare l'etimologia del nome che deriva molto probabilmente dalla forma che rimanda vagamente a quella di una testa equina. A livello storico, il Sasso Cavallaccio fu descritto per la primissima volta dal geologo Antonio Stoppani. Geologicamente parlando, questo monumento naturale è un megalite scistoso, composto da serpentino. La sua forma è prismatica tavolare a spigoli vivi ed è caratterizzata da una forte inclinazione. (misura area 5x8 m). Il Sasso Cavallaccio è solo uno dei tanti massi erratici che si trovano nella zona compresa tra Ranco, Angera, Sesto Calende e Ispra. Siccome hanno tutti la stessa formazione litologica, l'ipotesi è che abbiano avuto origine da una medesima frana, forse nella zona delle valli del Gottardo o del Sempione. Successivamente, i massi sarebbero stati trasportati dal ghiacciaio coprente l'intera area del lago Maggiore nell'ultima glaciazione Würm (24.000 – 10.000 anni fa). Si segnala che alla base del Sasso Cavallaccio c'è la "marmitta dei giganti": una particolare cavità, ubicata verso il lago, visibile solamente quando il livello del lago è basso, formatasi grazie all'azione erosiva. Tutti questi elementi testimoniano il lavoro, sempre attivo, della nostra Terra.

Una passeggiata nella storia

Il Parco del Golfo della Quassa in passato è stato un territorio paludoso e per questo motivo poco coltivabile. Quassa deriva da ''guazzo'' che significa fango. Nel corso dei secoli, l'intero territorio ha subito diverse trasformazioni a livello morfologico e geologico in quanto ci sono state le glaciazioni quaternarie. Di notevole importanza è il Monumento naturale regionale del Sasso Cavallaccio che è stato descritto all'epoca dal geologo, paleontologo, patriota e presbitero italiano Antonio Stoppani. Egli è una delle personalità più importanti nella storia della geologia e della glaciologia in Italia. Supportò, fermamente, il Risorgimento per l'Unità d'Italia e credeva in una politica di conciliazione tra Stato e Chiesa. Inoltre, pubblicò testi scientifici e divulgativi. Un'opera di tipo scientifico divulgativa di grande interesse fu ''Il Bel Paese''(1876) che rimase per molto tra i libri educativi più diffusi in Italia. Da questa riflessione, si comprende come il Parco del Golfo della Quassa sia stato notato e studiato già all'epoca per la sua unicità ambientale. L'area oggi viene denominata museo diffuso di Ranco in quanto si caratterizza per una zona estesa immersa nel verde costellata da punti paesaggistici, ambientali, turistici, culturali e storici. Passeggiare nel percorso ciclopedonale del Parco del Golfo della Quassa è come fare un viaggio nella storia locale del lago Maggiore. Partendo da Ranco, infatti, il percorso conduce alla Passeggiata dell'Amore di Ispra dove si possono ammirare le famose fornaci: testimonianze dirette dell'attività di produzione della calce. In aggiunta, nell'area del percorso del parco di si possono incontrare diverse chiesette che segnalano la fede e il Cristianesimo nei pressi del lago Maggiore. Si possono ammirare anche monumenti storici come la Porta di Villa Quassa. In generale, oggi il parco si caratterizza per essere un'ottima meta per le camminate e le pedalate nei meravigliosi sentieri che s'intrecciano su una vastissima area.

Flora e Fauna del parco

Il parco del Golfo della Quassa (va) ospita una grande varietà di flora e di fauna.

La flora, tipica del territorio del lago maggiore, si caratterizza in quella connessa al San Quirico. Si ritrova ad esempio il pino silvestre, la betulla, il pruno tardivo, la farnia, la robinia, il frassino, il salice, il pioppo tremulo e il castagno.

A livello faunistico sono presenti mammiferi, anfibi, rettili, uccelli, pesci ossei e ciclostomi.

I mammiferi si suddividono in:
  • insectivora (riccio, toporagno comune, toporagno nano, toporagno d’acqua, talpa europea).
  • chiroptera (pipistrello nano, orecchione meridionale).
  • carnivora (volpe comune, faina, martora, donnola).
  • rodentia (scoiattolo comune, scoiattolo grigio, ghiro, topo selvatico, topolino domestico).
  • lagomorpha (lepre europea e coniglio selvatico).

Alcuni degli anfibi più importanti sono la salamandra pezzata, la rana verde, la raganella, il rospo comune e la rana agile.

Tra i rettili più significativi invece si ricordano il ramarro, il biacco, la lucertola muraiola, il colubro d’esculapio e la vipera comune.

Gli uccelli si suddividono in numerose categorie tra cui
  • Podicipediformes (es. Svasso Maggiore)
  • Pelecaniformes (es. Cormorano)
  • Ciconiiformes (es. Garzetta)
  • Anseriformes (es. Cigno reale)
  • Accipitriformes (es. Poiana)
  • Gruiformes (es. Porciglione)
  • Charadriiformes (es. Beccaccino)
  • Columbiformes (es. Colombaccio)
  • Strigiformes (es. Civetta)
  • Apodiformes (es. Rondone)
  • Coraciiformes (es. Martin pescatore)
  • Piciformes (es. Picchio verde)
  • Passeriformes (es. Rondine, allodola).

Successivamente si incontrano anche i pesci ossei come l'anguilla, l'alborella, il pesce persico e il luccio.

Un aspetto significativo da segnalare è lo stato seminaturale dell'intera area del Parco del Golfo della Quassa. Il termine seminaturale indica una specie spontanea dall'aspetto alterato come ad esempio un prato falciato, una siepe oppure dei prati sfruttati in modo estensivo. Questi habitat seminaturali rappresentano fonti di prestazioni ecosistemiche perché possono favorire la biodiversità. Quest'ultima deriva anche dalle diverse attività agricole che si svolgono nei pressi del parco. L'intera area viene perciò considerata un vero bene culturale paesaggistico da salvaguardare.

Opportunità ricreative

Il Parco del Golfo della Quassa è un luogo perfetto per trascorrere il proprio tempo libero e per concedersi attimi di tranquillità e di ricreazione. Sono numerosi i punti e gli scorci dove potersi rilassare all'ombra di qualche pianta o nei pressi di qualche pittoresca panchina. I turisti, i passanti e gli sportivi che attraversano e visitano il parco sostano davanti alle rive del lago Maggiore per godersi appieno le viste panoramiche che l'intera area offre. Principalmente, le persone amano camminare nel parco tra gli alberi oppure usufruiscono della pista ciclabile e scelgono di vistare il parco in sella alla propria bicicletta. In generale, sono i percorsi ciclopedonali a regalare attimi di pace nel verde immenso del parco. I siti naturali sono prediletti come il Sassone, la Fontana Solforosa e il magnifico Sasso Cavallaccio. Inoltre, il Parco del Golfo della Quassa è ricco di elementi storici e culturali come il Portone di Villa Quassa, la Villa Quassa, la Chiesetta di S.Quirico e il centro spirituale della Casa don Guanella. Verso Ispra si ricorda anche il famoso Castelbarco. Nei pressi del parco, esiste un servizio turistico come l'info point, il porto turistico, il servizio di Navigazione del lago Maggiore, l'affitto di bici e di barche e il servizio di campeggio. Oltre ai diversi e ai meravigliosi siti da visitare, si deve ricordare la facilità di accesso al Parco del Golfo della Quassa, infatti, si tratta di un'estesa area dove sia i più grandi che i più piccoli possono condurre fantastiche esperienze.

Sforzi di conservazione

Il Parco del Golfo della Quassa non è solo un'eccellente area verde ma è anche un sito ricco di elementi storici. La zona del parco era paludosa e denominata ''Quassa'' (da guazza che significa fango). Tra la punta di Ranco e la punta della Fornace di Ispra, infatti, si estende il golfo della Quassa. E' l’unico tratto esteso di costa con esposizione settentrionale dell’intero Lago Maggiore. Questa unicità ha fatto in modo che l'intera area si tutelasse con grande impegno. Ovviamente, nel corso del tempo questo territorio ha subito e subisce tutt'ora grandi trasformazioni a livello morfologico. Sono numerosi gli sforzi nel corso della storia per preservare questo polmone verde. Per la sua natura paludosa, il golfo, nel tempo, è stato poco sfruttabile e colonizzabile. Nel dopoguerra, si assistette ad un'opposizione da parte di alcuni proprietari terrieri. Lottavano per impedire il passaggio della strada provinciale che si stava costruendo a ridosso delle rive. Nel corso dei secoli, le paludi sono state quasi completamente bonificate. Nonostante ciò, l'antropizzazione ha raggiunto altre aree. Negli anni 70 del Novecento, alla Quassa venne isolato, in una pozza, l’ultimo nucleo varesino della Testuggine palustre europea (oggi estinto). Attualmente, la zona della Quassa spicca per la sua rarità dovuta alle estensioni prative non urbanizzate. E' un lembo di lago allo stato puro da tutelare. L'obbiettivo delle amministrazioni e dei comuni (Ranco, Ispra e altri) è stato quello di individuare un piano di tutela e conservazione a livello paesaggistico, ambientale, culturale, storico e turistico dell'intera area. Nacque, nel 2005, un piano globale per la costituzione del Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Golfo della Quassa. Il sindaco di Ranco e di Ispra collaborarono con l’architetto De Cesare. L’iter si concluse con l'approvazione in Provincia di Varese, Delibera di Giunta Provinciale n. 57 del 16/02/2010. Il parco locale si considerò come il veicolo migliore per iniziare un progetto di protezione.

Conclusione

Il Parco del Golfo della Quassa (VA) è una destinazione imperdibile per chiunque voglia trascorrere momenti di serenità e di pace nella natura e soprattutto sulle meravigliose rive del lago Maggiore. Si tratta di un parco con una forte valenza ambientale, paesaggistica, culturale, storica, turistica e sportiva. Un insieme di elementi eterogenei che permettono al visitatore una visita eccezionale ed indimenticabile. E' un luogo ideale per tutti coloro che desiderano fuggire dal trambusto della vita quotidiana. Famiglie, amici, fidanzati, anziani e bambini troveranno in questo parco un territorio unico dove condurre esperienze straordinarie, circondati dalle numerose opportunità che vengono offerte.

Domande Frequenti

Cosa rende unico il Parco del Golfo della Quassa?
A rendere unico il Parco del Golfo della Quassa è l' immensa estensione.
Quali siti storici posso vedere nel Parco del Golfo della Quassa?
Nel parco del Golfo della Quassa potrai vedere siti storici naturali come il Sasso Cavallaccio o storici artistici come il Portone di Villa Quassa.
Quali sforzi di conservazione sono in atto al Parco del Golfo della Quassa?
Gli sforzi di conservazione che sono in atto al Parco del Golfo della Quassa si identificano nel grande piano globale di conservazione e tutela dell'intera area.
Come posso raggiungere il Parco del Golfo della Quassa?
Il Parco del Golfo della Quassa lo puoi raggiungere in automobile, in biciletta, a piedi e in traghetto.
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